Aria interna a rischio in edifici troppo isolatiEfficienza energetica sì, ma a che prezzo? Ne abbiamo già parlato ma ora arriva uno studio inglese a confermarlo: l’eccessivo isolamento di alcuni edifici o abitazioni riduce la qualità dell’aria interna. La recente ricerca Future of Indoor Air Quality in UK Homes and its Impact on Health dell’Università di Reading evidenzia l’impatto negativo delle misure di efficienza energetica sulla qualità dell’aria interna e sulla salute di chi abita in questi edifici.

La qualità dell’aria interna peggiora negli ambienti ermetici

Cappotti termici e serramenti superisolanti rendono ermetico un edificio rispetto alle dispersioni di calore ed energeticamente efficiente. L’eccessivo isolamento, però, ha come conseguenza diretta l’assenza di ricambi d’aria negli ambienti. Secondo lo studio inglese, in questi edifici impermeabili agli spifferi, i livelli di concentrazione dei composti organici volatili, uno dei principali inquinanti nell’aria interna, potrebbero aumentare fino al 60% in più rispetto ai limiti stabiliti dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità mentre quelli di biossido di azoto potrebbero crescere del 30%. Le ricadute sulla salute si traducono in un aumento di casi di asma e altre patologie respiratorie.

La soluzione? La ventilazione meccanica controllata

Non si tratta però di rinunciare del tutto al risparmio energetico. La soluzione, come si legge nello studio, non è aprire di più le finestre ma garantire che qualsiasi abitazione sia attrezzata con un sistema di ventilazione meccanica. La ricerca auspica un obbligo legislativo per cui nelle nuove abitazioni o riqualificazioni siano presenti dispositivi di ventilazione meccanica in grado di assicurare un tasso di ricambio dell’aria di almeno 0,5 volumi all’ora, il minimo sindacale per garantire agli occupanti un ambiente salubre da un punto di vista di qualità dell’aria.