Aria malsana in casa? Colpa delle muffeMario Palazzetti è un inventore contemporaneo: vanta 80 brevetti, tra cui l’antiskid, antesignano dell’ABS, e Totem, il primo microcogeneratore, e un’esperienza dai sistemi elettrici alle energie rinnovabili. Dopo un lungo cursus honorum al Centro Ricerche Fiat, da 8 anni è Direttore Scientifico dello staff di Ricerca e Sviluppo di Thesan che ha progettato Aircare, la linea di prodotti innovativi per migliorare l’aria in casa.

Ingegner Palazzetti, perché oggi si parla sempre di più di inquinamento domestico?

“Affrontiamo spesso il problema dello smog nelle grandi città ma molto meno quello di qualità dell’aria in casa. Ma è un errore: senza i dovuti accorgimenti gli ambienti dove passiamo più tempo, come casa e ufficio, possono essere molto più inquinati rispetto a quelli esterni”.

Quali sono le cause principali di questo fenomeno?

“Ci sono diversi fattori che concorrono a peggiorare l’aria di casa. Prima di tutto le muffe provocate dall’umidità. Le muffe rilasciano inquinanti come le micotossine, alcune delle quali sono fortemente irritanti e cancerogene per i polmoni. Dalla nostra respirazione, invece, arriva anidride carbonica mentre l’arredamento può essere una fonte di formaldeide e altri inquinanti. E’ molto importante poi ricordarsi della presenza del radon in casa: è un gas naturale rilasciato da terreno, cemento e tufo che può raggiungere concentrazioni elevate negli ambienti. Non è un problema da sottovalutare: secondo l’Istituto superiore di sanità il  radon è la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta”.

Come si può migliorare l’aria in casa? Quali sono le tecnologie disponibili?

“L’unico sistema è garantire un sufficiente ricambio d’aria nell’ambiente. Una nuova generazione di serramenti è oggi integrata con tecnologie di ventilazione controllata che assegnano una nuova funzionalità ambientale delle finestre oggi divenute problematiche poiché sono realmente stagne.  Rispetto a un comune un sistema di purificazione non si limita a riciclare l’aria interna ma la ricambia”.

Questi dispositivi sono già disponibili sul mercato?

“Assolutamente sì ed entro pochi mesi diventeranno obbligatori per legge in tutti gli edifici di nuova costruzione”.

Mi può fare un esempio? 

“I più classici sono i sistemi di ventilazione centralizzata che però hanno alcuni inconvenienti come l’igiene delle canalizzazioni, la distribuzione bilanciata dell’aria e lo spazio occupato dall’impianto. In alcuni grattacieli, come il Pirellone di Milano, tre piani sono dedicati solo al sistema di condizionamento. E’ molto più comoda invece la tecnologia single room, dove la ventilazione controllata si integra in ogni singola finestra: è posizionata tra il traverso superiore del telaio finestra e il muro, preleva l’aria dall’esterno, la filtra e la introduce nell’ambiente con un ventilatore”.

Chi è Mario Palazzetti.

Laureato al Politecnico di Torino nel 1962 in ingegneria elettronica, lavora alla Fiat Centro Elettronico Studi e Ricerche inizialmente per la marina militare per poi occuparsi di elettronica sull’auto realizzando vari brevetti. Dal suo ufficio nasce il Crea Magneti Marelli. Negli anni Settanta progetta Totem, piccolo cogeneratore di energia elettrica e calore da 15kwel e 39 KWter  che fu inizialmente prodotto dalla Fiat Auto. Nel 1975 diviene responsabile presso il Centro Ricerche Fiat del Centro Nuovi Sistemi nel quale si studiavano sistemi relativi al riciclo di materiali, energia solare, biogas, agricoltura organica, biomasse, uso razionale dell’energia. Nel 1997 lascia CRF e prosegue la propria attività fondando la Nova engineering R&D Services s.a.s fornendo consulenze a IVECO, CRF, FiatAuto e Savio – Thesan. Con Savio – Thesan ha sviluppato vari dispositivi per la realizzazione di case a zero energia tra cui un sistema integrato nella finestra che ricambia l’aria filtrata dall’esterno e recupera il calore.