L'autunno sta arrivando: prepariamoci a ricambiare l aria senza aprire le finestreNon so se anche voi, come me, amate dormire nelle caldi notte d’estate con le finestre aperte per far entrare aria, anche se magari le tapparelle sono quasi del tutto abbassate. Grazie alle zanzariere gli insetti se ne stanno fuori e l’aria è sempre rinnovata. Non vorrei mai privarmi di questa bella sensazione, a tal punto che rinuncio all’accensione del climatizzatore che mi costringerebbe a stare con le finestre chiuse, ma le temperature notturne si stanno abbassando e inizia a fare freddo. Purtroppo devo ricominciare a chiudere i miei infissi. Al mattino, quando mi sveglio, l’aria della mia camera da letto non è più come prima: è inevitabile percepire quella sensazione di “aria viziata” dovuta all’emissione dell’anidride carbonica dovuta al metabolismo mio e dei miei amici a quattro zampe.

Nel post del mese di luglio, dedicato alla ventilazione in pillole, abbiamo già spiegato come sia possibile avere sempre aria nuova nella propria abitazione tramite un sistema di ventilazione. Per alcuni mesi, invece, vorrei soffermarmi sulla descrizione degli effetti di alcuni inquinanti specifici, per fornire qualche informazione più dettagliata sul tema della qualità dell’aria negli ambienti interni e per far comprendere come, al giorno d’oggi, poter disporre di un sistema di ventilazione meccanica sia un grande beneficio e non un onere.

Vorrei iniziare a parlare dell’anidride carbonica che, da ora in poi indicherò come CO2. Si tratta di un gas che è spesso utilizzato come “indicatore” della qualità dell’aria interna, nel senso che se accresce la sua concentrazione, è ragionevole pensare che stiano aumentando le quantità di altri inquinanti prodotti. Proprio per questo in molte situazioni (come ad esempio nelle sale riunioni, nei cinema e nei bar, ad esempio) le portate di ventilazione sono dosate in funzione del monitoraggio della concentrazione di CO2 interna.

La CO2 è pericolosa per la salute dell’uomo?

No, nelle quantità generalmente riscontrabili nelle abitazioni. Alcuni dati:

  • Stanza da letto appena aerata tramite apertura della finestra per 15 minuti: concentrazione di CO2 pari a circa 400 ppm;
  • Stanza da letto che ha registrato la presenza di 2 persone dormienti per 8 ore, con la porta da letto chiusa ed infissi ad elevata tenuta all’aria chiusi: concentrazione di CO2 pari a circa 4500 ppm;

Al di la dei puri numeri sopra forniti, è estremamente interessante sapere che soggiornare in ambienti chiusi in cui le concentrazioni di CO2 sono per parecchie ore superiori a 1200 ppm induce effetti come: stanchezza, sonnolenza, affaticamento, difficoltà di concentrazione, diminuzione delle capacità di apprendimento e della resa nel lavoro.

stanchezza, sonnolenza, difficoltà di concentrazione senza un corretto ricambio di aria

Quali sono gli ambienti nei quali è stato dimostrato che elevate concentrazioni di CO2 possono creare discomfort e affaticamento?

Si tratta di:

  • Abitazioni: pensate alle stanze da letto non ventilate; se al mattino dopo esservi alzati uscite dall’ambiente per qualche minuto, al suo ritorno percepirete un odore fastidioso, di aria viziata. Vi sareste svegliati meno stanchi e più reattivi se la stanza da letto fosse stata ventilata.
  • Aule scolastiche: tipico ambiente dalle dimensioni contenute e dall’alto indice di affollamento. Se l’aula scolastica non è ventilata in maniera costante (affinché non si accumuli la CO2 a fine di ogni ora di lezione) diminuisce l’attenzione dell’allievo e la sua capacità di apprendimento. Negli asili, inoltre, una buona ventilazione diminuisce gli effetti epidemiologici nel caso in cui uno o più bimbi contraggano malattie infettive.
  • Ufficio: valgono le stesse considerazioni dell’aula scolastica, con gli effetti di una minore resa lavorativa del dipendente ed una più alta probabilità di assenteismo.
  • Sala riunioni e/o conferenze: valgono le stesse considerazioni espresse sopra. L’attenzione del pubblico è senza dubbio maggiore se l’ambiente è ventilato e ricco di ossigeno.

Da quanto detto sopra emerge che contenere le concentrazioni di CO2 tramite un sistema di ventilazione meccanica presenta molti vantaggi che hanno anche importanti effetti a livello sociale.

Dove è possibile approfondire questi concetti?

Si consiglia a tale scopo, di leggere le pubblicazioni dell’associazione ISIAQ e le guide edite dall’associazione REHVA.