Come evitare la brutta sorpresa delle muffe nella propria casaNel 2015 sono ancora tantissime le abitazioni nelle quali si verificano problemi di muffa che iniziano a formarsi quando l’umidità relativa interna in prossimità delle superfici murarie raggiunge valori attorno all’80%.

In termini pratici?

Dopo quattro ore di permanenza di due persone in una stanza matrimoniale con la porta chiusa, il livello di UR interna sale dal 50 al 90%! Se a questo associamo: il mutato stile di vita delle persone, la presenza di finestre ad elevata tenuta e il fatto che generiamo umidità non solo con il nostro metabolismo, ma anche cucinando, lavandoci, pulendo i pavimenti, ecc. è molto facile comprendere come l’eccesso di vapore non sia adeguatamente smaltito dal nostro alloggio.

Come conseguenza esso va a condensare nei punti più freddi di un’abitazione, come ad esempio gli angoli di pareti esposte verso l’esterno oppure dietro agli armadi.

Alcune buone regole

Prima di tutto è essenziale che l’utente sappia realizzare una conduzione corretta dell’alloggio (ad esempio non stendere in casa) e che arieggi solo per brevi periodi di tempo. Arieggiare a lungo comporterebbe un eccessivo raffreddamento delle superfici murarie interne con l’effetto di accelerare la formazione delle muffe.

In secondo luogo è fondamentale capire che l’apertura delle finestre in inverno comporta un grande sperpero di calore che invece è limitato al minimo indispensabile se si utilizzano tecniche di ventilazione meccanica degli ambienti.

Alcune buone regole per evitare le muffe: limitare l'apertura delle finestre

Non spaventiamoci!

Di ventilazione meccanica degli alloggi se ne parla a livello mondiale da oltre 50 anni, ma in Italia è ancora un po’ snobbata, nonostante esistano varie tecnologie. Il tempo di ritorno dell’investimento – indipendentemente dal tipo di apparecchiatura adottato – è sostanzialmente nullo se si considera che la salubrità dell’aria interna ed il tutelare la propria salute “non hanno prezzo“. Il costo di installazione di un sistema “base” è sicuramente inferiore al costo di ritinteggiatura del proprio appartamento compromesso dalle muffe.

Non facciamoci trarre in inganno

…da chi dice che un sistema di ventilazione meccanica non serve a nulla e consuma tantissima energia, quando invece si riesce a ventilare un’intera abitazione con i consumi di una normale lampadina (molti estrattori da bagno consumano circa 4 W ed alcuni sistemi per singolo ambiente, come quelli Thesan, assorbono meno di 10 W alla velocità di crociera).

Sistema di ventilazione meccanica controllata Thesan Aircare per evitare le muffe

Quello che invece genera discomfort e sperpero di energia è l’apertura di una finestra in inverno. Per garantire la medesima qualità dell’aria ottenibile mediante un impianto, l’utente dovrebbe aerare più volte al giorno, ma, in inverno, questo genera una brusca fuoriuscita di calore verso l’esterno ed inevitabili correnti d’aria anche solo per un minuto. Facendo così possiamo dimenticare l’efficienza energetica! Cosa non dimentichiamo, invece, se il nostro appartamento è a rischio? Le muffe! Quelle purtroppo rimangono perché aprendo i serramenti ripetutamente i muri interni si raffreddano e costituiscono l’ambiente ideale per la proliferazione dei miceti non appena sale la concentrazione di vapore all’interno.

Ecco quindi che il vero segreto per una buon ricambio dell’aria in una abitazione, quando essa è ben sigillata grazie alla presenza di serramenti a tenuta, è la ventilazione controllata che agisce costantemente ed impercettibilmente. Non si tratta del vecchio e caro amico “spiffero“, poiché quello, pur essendo continuativo, poteva diventare molto, molto fastidioso.

Ecco perché:

A livello internazionale si dice “build tight, ventilate right“. Cioè: per risparmiare energia occorre isolare molto bene gli edifici, renderli “ermetici” per evitare spifferi incontrollati ed operare una ventilazione “corretta”: non troppa, non poca, ma solo nella giusta quantità e solo quando serve, per l’appunto “right”.

A quanto corrisponde “right”? Leggi qui.