Come garantire un corretto ricambio d'aria nei grattacieliI grattacieli, se osservati da fuori, sembrano giganti ermetici, mega-edifici senza porte né finestre ma solo con superfici continue di vetro e acciaio. Eppure anche in questi colossi che si sviluppano in altezza, l’aria in qualche modo deve essere ricambiata. Nella maggior parte dei casi si ricorre a un impianto centralizzato di climatizzazione che, in questo genere di costruzioni, può impegnare quasi il 10% di tutto lo spazio disponibile. Circa un piano ogni 10 deve essere lasciato libero per ospitare l’impianto. In realtà, esiste un’alternativa più economica e comoda.

Airchanger è un dispositivo invisibile che si integra nei singoli pannelli di vetro-alluminio e garantisce un corretto ricambio d’aria anche in grattacieli o Data Center che vantano grandi facciate continue. Il primo prototipo di questo sistema è oggi installato all’interno dell’Energy Skin, un dimostratore innovativo realizzato da Thesan.

L´Airchanger è un sistema di ventilazione meccanica controllata a cui sarà ispirata una futura versione dell’Aircare, il prodotto di punta di Thesan per la qualità dell’aria in casa, scuole e uffici. Airchanger e Aircare hanno in comune la tecnologia di aerazione: immettono nuova aria in un ambiente prelevandola e filtrandola dall’esterno, con un profilo studiato anche per inserirsi nei singoli pannelli di un grattacielo eliminando una macchinosa impiantistica.

L’Energy Skin, oltre all’Airchanger, raccoglie molte delle tecnologie che contribuiranno a definire in futuro il Near Zero Energy Building, un edificio a quasi zero emissioni: dall’involucro attivo, una sorta di pelle mimetica in grado di produrre energia termica, alle pompa di calore fino a illuminazione a led e soffitti radianti. L’Energy Skin è un modello di edificio a ridotto impatto ambientale a cui, in base a una direttiva europea, dovranno adeguarsi tutti gli immobili pubblici dalla fine del 2018 e ispirarsi tutte le nuove costruzioni a partire dal 2020.

Il dimostratore è il risultato di un progetto cofinanziato nell’ambito del Polo di innovazione Polight su Bioedilizia e Idrogeno promosso dalla Regione Piemonte.