Italia maglia nera in Europa per il radonL’Italia è in cima alla classifica dei paesi europei che vanta, si fa per dire, le maggiori concentrazioni di radon, un gas naturale e radioattivo rilasciato dal terreno e da alcuni tipi di cemento e fortemente presente nella maggior parte di edifici e abitazioni. Come abbiamo già scritto su questo blog il radon è una minaccia soprattutto nelle costruzioni che hanno un isolamento eccessivo.

L’assegnazione della maglia nera all’Italia per il radon è emersa in seguito a un recente studio presentato dall’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nell’ambito di un convegno organizzato da ESORAD, la rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale. Il radon è tra i principali, e più subdoli, inquinanti indoor: è invisibile e inodore ma secondo l’Istituto superiore di sanità è la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di tabacco. Ma entro il 2018 l’Italia sarà obbligata a recepire le nuove direttive Ue sulla prevenzione dei rischi da radiazioni ionizzanti che fissano paletti più rigidi per il controllo di questo gas inquinante nelle abitazioni.

L’unico sistema brevettato fino ad oggi per contrastare la diffusione del radon negli ambienti indoor è la tecnologia di ventilazione meccanica controllata come Aircare, il nuovo prodotto di Thesan dedicato in maniera specifica a migliorare la qualità dell’aria e l’ambiente in casa. Si tratta del metodo più valido per garantire un corretto ricambio d’aria ed espellere ogni traccia di radon.

In base allo studio dell’Ispra, le regioni italiane con concentrazioni medie maggiori di radon sono Lazio, Lombardia, Campania e Friuli Venezia Giulia. I risultati dello studio sono una sintesi dei rilevamenti effettuati da 33 laboratori (tra Agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale, Croce Rossa Italiana e Istituti Zooprofilattici Sperimentali) che producono in media 12.000 dati per anno, di cui circa il 30% su campioni alimentari e il 70% ambientali.