L'inquinamento indoor causa più morti dello smogPer la prima volta l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, approva una risoluzione che calcola  le conseguenze dirette dell’inquinamento atmosferico alla salute umana. Un passo in avanti ma con un conto finale molto salato: sarebbero circa 8 milioni i morti a causa dello smog e di altre sostanze killer dell’aria derivate da attività umane come trasporti, industria ed edilizia.

Ma il dato più eclatante riguarda l’analisi dei numeri: la maggior parte dei decessi, circa 4,3 milioni, sono provocati dall’esposizione ad agenti inquinanti interni alle abitazioni e ai luoghi di lavoro mentre solo, si fa per dire, 3,7 milioni di morti sarebbero da imputare all’inquinamento atmosferico. Per la prima volta si pone l’accento sull’inquinamento indoor come autentica emergenza sanitaria.

La risoluzione che già avevamo anticipato su questo blog è stata approvata dai governi nel corso della 68° Assemblea Mondiale della Sanità tenutasi a Ginevra dal 18 al 26 di maggio scorso. Il documento invita i governi a sviluppare sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria, promuovere tecnologie e combustibili green per il riscaldamento, l’illuminazione e la preparazione di cibi così come incentivare lo scambio internazionale di dati e competenze sul tema.

Oltre alla deriva sanitaria, l’inquinamento atmosferico, sia esterno che indoor, è un problema economico. La Commissione Europea ha di recente valutato che il costo diretto dell’inquinamento atmosferico sia di circa 23 miliardi di euro l’anno. Un deficit che si traduce nella maggior parte dei casi in perdita di giorni di lavoro e costi sanitari.

Ora la palla passa ai governi: l’OMS li ha esortati a investire maggiori risorse per affrontare l’inquinamento e includere nuove strategie per una migliore qualità dell’aria nei programmi nazionali di prevenzione delle malattie respiratorie e cardiovascolari.