Maria Chiara Voci - La qualità dell'aria entra nell'agenda dei media italianiMaria Chiara Voci è una delle più conosciute giornaliste italiane nel mondo del Green Building. È una firma del Sole 24 ore e amministra Spazi Inclusi una società di servizi giornalistici specializzata in edilizia, trasporti ed energia. Maria Chiara è la prima giornalista che intervistiamo su AirSharing nell’ottica di un approfondimento sui problemi dell’inquinamento indoor e del risparmio energetico con i protagonisti del mondo dell’informazione.

Prima di tutto, benvenuta sul blog AirSharing. Quali sono gli ambienti che soffrono maggiormente di inquinamento interno?

“Se dobbiamo generalizzare, sono soprattutto gli spazi pubblici ad avere spesso una pessima qualità dell’aria interna. Non vale per tutti gli edifici ma è chiaro che in questi ambienti la percentuale di affollamento delle stanze è maggiore rispetto a un’abitazione. Luoghi come scuole e ospedali, per esempio, hanno un maggiore consumo di ossigeno e richiedono un costante ricambio d’aria“.

Quanto è importante l’aria che respiriamo negli ambienti indoor?

“Ogni giorno consumiamo più o meno un chilo di alimenti, beviamo due litri di acqua ma respiriamo tra i 15 e i 25 litri di aria che diventa il nutriente, se possiamo chiamarlo così, più importante. Se contiamo poi che in Europa si passa il 90% del tempo in casa ecco che l’aria degli ambienti indoor si inserisce tra i fattori chiave per la nostra salute“.

Oltre a scuole e ospedali, ci sono altri ambienti a rischio?

“Direi che, in assenza di un corretto ricambio d’aria, le abitazioni così come  palestre o saloni di bellezza, con esalazioni di prodotti cosmetici, alla lunga possono diventare ambienti malsani“.

Sui media si parla ancora poco di qualità dell’aria interna, perché?

“Penso che questo atteggiamento cambierà quando si conosceranno meglio le normative europee sulla qualità dell’aria negli edifici. Il mondo dell’informazione, così come quello dei professionisti del settore, scopriranno che le portate di ricambi d’aria indicate dalle norme sono elevate e non possono essere garantite con la ventilazione naturale, cioè la semplice apertura delle finestre”.