Le case superisolate non hanno ricambio d'aria - Intervista CEO ThesanLa qualità dell’aria interna è una delle nuove frontiere per l’innovazione tecnologica legata ai serramenti. Le finestre non sono più relegate a un ruolo passivo all’interno della casa ma sono oggi chiamate a migliorarne l’ambiente. Una nuova funzione su cui le aziende leader del settore hanno già iniziato a muoversi contando su un nuovo mercato rappresentato anche dai paesi emergenti dove il problema dell’inquinamento è più che mai una priorità.

Oggi ne parliamo con Aimone Balbo, amministratore delegato di Thesan, l’azienda che ha di recente lanciato l’Aircare, il sistema di ventilazione controllata che si integra nella singola finestra e migliora l’aria negli ambienti dove viviamo ogni giorno.

 
Dott. Balbo, perché Thesan ha deciso di aprire un nuovo mercato sull’inquinamento indoor?

“Gli ambienti interni possono essere più inquinati di quelli esterni, soprattutto quando l’aria non è correttamente ricambiata. Questo vale nelle case così come sul posto di lavoro o nelle scuole dove la percentuale di affollamento delle stanze è maggiore e richiede una costante ossigenazione dell’aria. È solo di recente che si è iniziato a indagare sulla qualità dell’aria indoor e i dati emersi non sono incoraggianti. La ventilazione controllata è una risposta a questo nuovo genere di problematica ambientale e di salute umana”.

 
Questo significa che la qualità dell’aria nelle abitazioni è peggiorata nel tempo? 

“Siamo passati da edifici con problemi legati a fughe, spifferi e con uno scarso isolamento, dove il tasso di dispersione di energia termica si riversava sulle bollette del riscaldamento, a costruzioni con serramenti quasi a tenuta stagna che non assicurano un corretto ricambio d’aria negli ambienti. La ventilazione controllata si rivolge a questo nuovo genere di edifici con un isolamento tale da non consentire flussi di aria nuova se non ricorrendo a scomodi impianti centralizzati”.

 
Qual è l’inquinante più subdolo nei nostri ambienti interni?

“Il radon, di sicuro. È un perfetto sconosciuto, anche se ora si inizia a parlarne in Italia. Si tratta di un gas radioattivo proveniente dal suolo ed è presente, con concentrazioni diverse, in tutti gli edifici. In Italia l’esposizione al radon, secondo la stima più recente  dell’Istituto Superiore di Sanità, è responsabile di circa 3200 casi di tumore polmonare all’anno. La ventilazione meccanica controllata è l’unico antidoto perché accompagna questo gas fuori dalle mura di casa”.

 
Oltre alle patologie dovute a una cattiva aria interna, ci sono altri effetti negativi?

“Una delle conseguenze di uno scorretto ricambio d’aria sono le muffe e altri tipi di condensa. Quelle che si sviluppano tra gli interstizi sono particolarmente pericolose perché possono danneggiare i materiali da costruzione e ridurre l’isolamento termico dell’abitazione”.

 
Ci sarà un’evoluzione nei sistemi di ventilazione controllata?

“Sicuramente, la funzione principale di questi dispositivi è garantire un ambiente interno sano ma la prossima generazione di sistemi di ventilazione controllata avrà nuove funzioni di risparmio energetico. Da componente passivo della casa, le finestre diventeranno una parte attiva contribuendo alla sostenibilità dell’ambiente”.

 
Per progettare questi sistemi avete dei laboratori?

“Thesan è un’azienda che investe sull’innovazione e ha fatto della ricerca un fattore di competitività sul mercato. Sviluppando un brand di qualità e con alti profili di ingegnerizzazione, l’azienda si rivolge a un mercato che mette al primo posto performance e affidabilità del prodotto.  Thesan conta su uno staff di 40 ricercatori e laboratori per test e sperimentazioni. Oggi offriamo soluzioni innovative sia per la ventilazione controllata che nel settore delle energie rinnovabili”.