VMC e sistemi radianti, un matrimonio che s'ha da fare - Intervista a Clara PerettiLa ventilazione meccanica controllata (VMC) non è una tecnologia isolata ma in casa si può integrare con sistemi di riscaldamento o di raffrescamento in un’ottica di risparmio energetico e salubrità degli ambienti. Oggi parliamo del matrimonio tra la VMC e i sistemi radianti con Clara Peretti, segretario generale di Q-RAD, Consorzio Italiano Produttori Sistemi Radianti di Qualità fondato da cinque imprese leader del settore e ad oggi formato da più di dieci consorziati.

VMC e i sistemi radianti, convivenza possibile o conflitto inevitabile?

“La combinazione tra ventilazione meccanica controllata e sistemi di emissione come i pannelli radianti possono costituire un vero e proprio impianto di climatizzazione integrato, utilizzabile sia per il riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo e per il controllo dell’umidità. Rispetto agli impianti a tutta aria gli impianti con VMC sono più semplici dal punto di vista delle apparecchiature necessarie e dei condotti di distribuzione dell’aria, a fronte di prestazioni più che soddisfacenti in termini di efficienza energetica. Per garantire anche un buon livello di comfort interno la migliore tecnologia abbinabile ai sistemi radianti è la VMC con recupero di calore”.

Quali sono i punti a favore di questo matrimonio?

“Riduzione dei consumi, elevato comfort termico ed elevata qualità dell’aria interna. L’impianto radiante viene coadiuvato da un sistema di ventilazione meccanica controllata che deumidifica l’aria. Tra gli impianti con recupero di calore, in quello a doppio flusso la portata d’aria viene aspirata nelle zone dove vi è maggior produzione di vapore (cucina e bagni), mentre viene immessa negli altri ambienti (camere dal letto e soggiorno, in posizione opposta al punto di aspirazione). Un’altra soluzione di integrazione con i sistemi radianti, adatta agli edifici residenziali, sono i dispositivi per singolo ambiente dotati di recuperatore di calore statico, definiti Single Room Heat Recovery secondo la norma UNI EN 13142“.

La combinazione tra VMC e sistemi radianti può valere sia per il caldo che per il freddo?

“Sì! La soluzione è ottimale sia per il riscaldamento che per il raffrescamento. Un impianto di raffrescamento radiante necessita di un dispositivo di deumidificazione. Il sistema da preferire è quello con ventilazione meccanica controllata, perché oltre a deumidificare l’aria può contribuirne al ricambio costante per mantenere sempre delle condizioni di salubrità.

In caso di VMC con recupero di calore l’efficienza di scambio termico varia in funzione della condizioni climatiche esterne. Il recupero è elevato durante il periodo inverale mentre risulta più contenuto durante il periodo estivo, essendo limitate le differenze di temperatura tra l’esterno e l’interno”.

L’integrazione tra i due sistemi che livello di efficienza energetica può garantire?

“In una recente ricerca effettuata dal Consorzio Q-RAD sono state confrontate diverse strategie di integrazione per sistemi radianti in fase di raffrescamento. La ricerca ha come oggetto un appartamento di circa 60 m2 in un edifico residenziale multipiano collocato in tre diverse città italiane. Le principali conclusioni della ricerca riguardano il consumo energetico totale (in termini di energia primaria) e il comfort termico interno (ovvero la valutazione dell’indice PMV – voto medio previsto secondo UNI EN ISO 7730).

grafico che riporta la quota di energia asportata dal sistema radiante

In termini di riduzione di energia primaria (Figura 1), installando un sistema di VMC doppio flusso con recupero di calore, per il periodo estivo si raggiunge una riduzione superiore al 50% rispetto al consumo di un deumidificatore isotermo (deu-iso) o di un de-climatizzatore (deu-clima). Parallelamente anche l’indice PMV risulta migliore del 31% nel caso della VMC.

riduzione di energia primaria con sistemi radianti Nel grafico sono riportati la quota di energia asportata dal sistema radiante (calore sensibile) e quella di deumidificazione (calore latente) per le diverse strategie di impianto. Due casi di VMC sono stati studiati: con 0,6 vol/h di ricambio e con 1 vol/h di ricambio. Come si nota dal grafico la differenza in termini di energia primaria è contenuta: conviene quindi migliorare la qualità dell’aria prevedendo un tasso di ricambio di 1 vol/h”.