Trasmittanza Termica

trasmittanza
termica

Valori Aircare: max 0,3 W/m2K

Immaginiamo di avere due ambienti, uno più caldo ed uno più freddo, separati da un diaframma: abbiamo in mente l’interno di una casa riscaldata e l’esterno: il diaframma è il classico serramento. Tra i due ambienti, per il solo fatto che c’è una differenza di temperatura, c’è un passaggio di calore dall’ambiente più caldo verso quello più freddo. È inevitabile e se non c’è un qualche cosa che mantiene la temperatura interna costante (ovvero un impianto di riscaldamento) prima o poi la temperatura interna si abbassa sino a raggiungere quella esterna.

La domanda a cui occorre rispondere è dunque non tanto "come si può evitare tale passaggio?" (la risposta è molto semplice: non si può!) ma piuttosto "in quanto tempo tale passaggio avviene?". Intuitivamente più la differenza di temperatura è elevata e più è estesa la superficie di scambio, più in fretta la stanza si raffredderà.

Una risposta non più fondata sull’intuizione è data da una grandezza fisica, la Trasmittanza Termica U, che ha unità di misura W/m²K: la trasmittanza misura la potenza termica, ovvero il calore che fluisce per unità di tempo attraverso una superficie per un salto di temperatura assegnato.

Da cosa dipende la trasmittanza termica

Dato che descrive un fenomeno globale, racchiude dentro di sé una quantità di fenomeni fisici diversi: la conduzione, la convezione, l’irraggiamento. Dei tre certamente il più complesso è legato alla convezione, ovvero al trasporto di calore legato al moto dell’aria negli ambienti: se l’aria all’interno di una stanza ha una temperatura di 20 °C, le pareti hanno temperature inferiori e a volte anche molto inferiori.

Poiché l'obiettivo del risparmio energetico è quello di minimizzare la dispersione di calore, ovvero in altre parole di allungare quanto più possibile il tempo di raffreddamento, è necessario che gli elementi costituenti l'involucro edilizio abbiano un basso valore di trasmittanza termica.

La direttiva tecnica CasaClima prevede che a fronte di una temperatura interna di 20 °C e di una temperatura esterna di 0 °C, nessun punto interno (e dunque anche sulla superficie delle pareti interne) deve essere a temperatura inferiore ai 17 °C. Questo è un requisito molto severo. Tanto per fare un esempio, in moltissime abitazioni esistenti non isolate, le temperature superficiali interne (tra l’altro spesso quelle dove si formano le muffe) risultano essere a 12°C. In molti edifici di recente costruzione, con ponti termici non corretti (per mancanza di isolante, non previsto da progetto oppure erroneamente non posato in opera durante la costruzione del manufatto edilizio), si riscontrano pareti che all’interno presentano temperature superficiali di 14 °C.

Come si comporta Aircare ES

L’inserimento di un elemento che mette in comunicazione diretta l’interno con l’esterno è un aspetto delicato della progettazione termica di un ambiente. È allora necessario che il produttore di un componente fornisca al progettista tutte le informazioni utili per valutare le prestazioni energetiche di un sistema che utilizzi i suoi componenti. D’altra parte anche il produttore deve risolvere un problema non da poco: come calcolare la U?

Esistono fondamentalmente due metodi (ed infinite variazioni sui due temi): la prova di laboratorio e la valutazione numerica; Thesan li usa entrambi: una valutazione numerica FEM confermata dalle prove di laboratorio dice che un sistema Aircare ha una trasmittanza U di circa 0,3 W/m²K: per dare un’idea delle grandezze in gioco, partendo dai valori di trasmittanza dei telai (UNI EN ISO 10077-1 Appendice F: da 2 a 4 W/m²K) e delle vetrature (da 2,8 a 5,8) una stima ragionevole della trasmittanza termica di un infisso va da 3 a 5 W/m²K: Aircare si colloca al di sotto di tali valori!

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