Polveri ultrafini, la prova del filtroPer respirare in un ambiente sano, bisogna cambiare spesso l’aria e solo un sistema di ventilazione controllata è in grado di farlo in maniera scientifica.  Il dispositivo, per essere davvero efficace, deve avere anche una capacità di filtrazione adeguata all’area in cui si trova l’abitazione o l’edificio. Nelle grandi città con elevate concentrazioni di smog , non bisogna sottovalutare le polveri ultrasottili, quelle con un diametro inferiore a 2,5 micron che possono infilarsi in casa se il filtro del sistema di ventilazione non è sufficientemente potente.

Una volta inalate, le cosiddette PM2,5 possono attraversare l’apparato respiratorio fino a raggiungere i bronchi. Le polveri ultrafini, come ipotizzano alcuni studi epidemiologici, potrebbero essere addirittura in grado di arrivare agli alveoli e ancora più in profondità nell’organismo e, si sospetta, entrare nel circolo sanguigno e poi nelle cellule.

Ecco perché l’ultimo aggiornamento delle Linee Guida per la qualità dell’aria indoor del l’Ashrae, la società americana degli ingegneri del settore degli impianti termici e di condizionamento, pone l’accento su questo problema e fissa requisiti più vincolanti per la qualità dei sistemi di filtraggio dell’aria, con un’attenzione particolare alle polveri ultrafini. Il rapporto spiega che i filtri antiparticolato con valore minimo di efficienza (MERV-Minimun Efficiency Reporting Value), ovvero con un rating inferiore a 6, rimuovomo le grandi particelle visibili, come fibre, insetti e pollini, ma si arrendono di fronte a particelle inferiori a 2,5 micron, che possono entrare in casa senza grandi ostacoli.  Le Linee Guida aggiornate raccomandano  l’utilizzo di filtri che abbiano un rating MERV dai 13 in avanti, i soli, secondo l’associazione americana, a garantire  l’eliminazione delle polveri sottili.