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Inquinamento indoor: chi sono i colpevoli e come difendersi

11 Novembre 2019 - Inquinanti e salute

Inquinamento indoor: chi sono i colpevoli e come difendersi

Chi non si è domandato cosa sia l’inquinamento indoor e perché faccia male?

Quando pensiamo ad un mondo ideale, lo immaginiamo in pace e privo di malattie.

È un mondo pulito, senza inquinamento. Il mondo che abitiamo però, è diverso.

Televisione, radio e stampa ci hanno insegnato che:

  • l’inquinamento è il principale responsabile della maggior parte delle morti premature,
  • uccide nove milioni di persone all’anno, quasi un terzo in più delle sigarette.

Ma se smettere di fumare è possibile, chi vive in un luogo inquinato non può fare a meno di respirare.

Gran parte dell’inquinamento “industriale” mondiale proviene da paesi extra-europei che non limitano in alcun modo le emissioni in atmosfera delle loro imprese manifatturiere.

La situazione italiana è stata ben illustrata da Legambiente nel suo report annuale “Mal’aria di città 2019” , che offre una definizione dell’inquinamento come “Città soffocate dallo smog, dove l’aria è irrespirabile sia d’inverno sia d’estate”.

Chi sporca l’aria?

Recenti studi ci dicono che sono solo 100 le multinazionali che concorrono alla maggior parte delle emissioni, tutte operanti nel settore del petrolio o del carbone.

Secondo una recente analisi de Il Sole 24ore, dal 1965 ad oggi, sono 20 le aziende maggiormente responsabili di oltre un terzo dell’inquinamento atmosferico.

Negli Stati Uniti si parla sempre più di disorganizzazione ecologica, sociologia ambientale e criminologia verde perché la maggior impronta ecologica arriva dai cosiddetti “beni di lusso”: veicoli di lusso, case di lusso e jet privati che, messi insieme, creano un’impronta di CO2 che supera quella di intere nazioni.

Sono numeri piuttosto sorprendenti che pongono l’accento sui disequilibri presenti nell’utilizzo delle risorse.Quest’estate, ad esempio, tutti abbiamo letto la notizia che 203 navi da crociera nel 2017 hanno inquinato più di 260 milioni di automobili, cioè tutte quelle che hanno circolato nello stesso anno nell’Unione Europea.

Inquinamento esterno – chi sono i colpevoli

inquinamento esterno entra in casa

Le sostanze allergeniche o tossiche, cosiddette inquinanti, sono colpevoli dell’inquinamento dell’aria: questo in breve il significato di inquinamento. Si tratta di principi contaminanti di diversa natura, tutti ugualmente dannosi per la nostra salute.

Sostanze inquinanti che intossicano il nostro organismo fino a danneggiare la nostra funzione riproduttiva (infertilità), come ha accertato l’OCSE.

Inquinanti più diffusi:

Polveri sottili: si accumulano principalmente in cuore e polmoni causando problemi respiratori e tumori. La loro fonte può essere diretta (combustione di carburanti) o indiretta (reazioni tra varie sostanze inquinanti presenti nell’aria). Le polveri sottili sono note alla popolazione perché il loro livello in molte città italiane supera molto spesso i livelli di guardia, soprattutto nei periodi senza piogge, con gli scienziati sempre in allarme per i danni alla popolazione, soprattutto ai bambini e agli anziani. La Pianura Padana è uno dei luoghi d’Europa con le più alte concentrazioni di polveri sottili.

Ossidi di azoto: anch’essi colpiscono l’apparato respiratorio, con effetti acuti quali irritazioni, diminuzione delle funzionalità respiratorie e, nei casi più gravi, edema polmonare. Chiunque respiri sostanze come il bisossido di azoto diventa più sensibile a polmoniti, bronchiti e banali raffreddori.

Ozono: si forma quando gli inquinanti prodotti dai motori dei veicoli e dalle industrie incontrano i raggi solari ultravioletti. È tipico quindi dell’inquinamento estivo e rende le ondate di calore ancora più aggressive. L’esposizione a elevati livelli di ozono può provocare irritazione agli occhi, gola e polmoni, mentre non sono ancora conosciuti gli effetti sul lungo periodo.

Anidride carbonica o diossido di carbonio (CO2): è il principale prodotto della combustione e non è direttamente pericolosa per l’uomo, secondo gli scienziati. Dall’inizio del secolo scorso tuttavia le sue concentrazioni sono aumentate fino a diventare la principale componente dei gas serra, responsabili del 70% del surriscaldamento climatico.

Monossido di carbonio (CO): Il 90% delle emissioni di questo gas proviene dagli scarichi dei veicoli a benzina in condizioni tipiche di traffico urbano rallentato. Si tratta di un gas incolore e inodore che, se inalato, impedisce al sangue di trasportare l’ossigeno ai tessuti e a questi di utilizzare in modo efficace l’ossigeno. Piccole quantità non sono di solito pericolose, ma se i livelli di monossido di carbonio nel sangue sono troppo alti, si verifica l’avvelenamento.

Bambini, asmatici, fumatori e altre categorie a rischio soffrono di più le sue conseguenze. Tra queste ci sono diminuzione della vigilanza, della vista, della capacità di apprendimento e dell’esecuzione di compiti manuali.

Scopri la mappa delle città più inquinate d’Italia (fonte Il Sole 24ore).

Inquinamento interno (indoor) – chi sono i colpevoli

Oltre a quello esterno, dobbiamo anche fare i conti con l’inquinamento domestico, anche detto inquinamento indoor.

A provocarlo sono prodotti per la pulizia, profumi per l’ambiente e candele profumate, fumi passivi, ozono, anidride carbonica, formaldeide, radon. I danni maggiori per la nostra salute provengono dagli iperfluorati, usati in molti prodotti di consumo, gli ftalati, impiegati nei giocattoli per bambini, i parabeni, usati soprattutto nei profumi e nei saponi, e il bisfenolo A, utilizzato per la produzione di plastiche, per citarne solo alcuni.

E poi ci sono le diossine sviluppate dalla combustione di materiale plastico e dall’incendio di rifiuti di ogni genere abbandonati nell’ambiente e nelle nostre città.

Gli elementi di rischio su cui intervenire sono diversi e complessi, a partire dai detersivi usati per le pulizie domestiche.

Inquinanti biologici

Anche gli inquinanti biologici concorrono a minare la nostra salute e la nostra naturale capacità riproduttiva, mettendo a rischio anche le gravidanze già in corso. Sono inquinanti biologici tutte quelle sostanze di origine biologica che possono incidere negativamente sulla qualità dell’aria domestica.

Sono le persone, gli animali domestici e le piante a veicolare gli inquinanti indoor di origine biologica: batteri, virus, pollini, funghi e muffe, acari, allergeni degli animali domestici.

Le soluzioni all’inquinamento non mancano, a partire dalla corretta informazione dei cittadini che porti alla consapevolezza della necessità di adottare strategie preventive integrate per conservare il capitale salute/benessere, senza creare inutili allarmismi.

Come ridurre l’inquinamento indoor in 7 mosse

infografica come ridurre l'inquinamento indoor in 7 mosse

Si tratta di adottare fin da subito le buone abitudini utili a contrastarlo:

  1. Arieggiare casa dopo la pulizia degli ambienti.
  2. Favorire il ricambio dell’aria tra esterno e interno degli ambienti per consentire l’areazione e contrastare le fonti di inquinamento strutturale che spesso sono presenti: quella inevitabile del radon che proviene dal suolo, quella del mobilio, a causa delle vernici e delle colle, e delle pitture usate per le pareti.
  3. Utilizzare per la pulizia acqua e prodotti alternativi a basso potenziale inquinante (prodotti biologici).
  4. Limitare l’uso di detergenti e articoli per la pulizia personale spray. I prodotti spray sono ricchi di frazioni volatili che, a parità di inquinamento, agiscono però in modo più diffuso e immediato con danni diretti alle persone che li utilizzano durante le pulizie.
  5. Tenere puliti gli ambienti domestici per combattere i batteri, allergie e pollini.
  6. Evitare le vernici aggressive, preferendo quelle ad acqua per la tinteggiatura delle pareti.
  7. Installare un sistema VMC per assicurare il corretto ricambio dell’aria negli ambienti confinati.

Perché ci interessa respirare aria pulita

Anche negli ambienti di lavoro, come gli uffici ad esempio, la situazione non è delle migliori.

Il mal d’ufficio esiste ed è correlato alla sostenibilità dei materiali impiegati.

Nausea, mal di testa, rossore agli occhi. Se i malanni arrivano dopo una giornata alla scrivania è arrivato il momento di cambiare rivestimenti, finiture e arredi.

Ecco i passi da fare per stare meglio.

Dallo stress al malessere fisico, il passo è breve. Soprattutto in ufficio. Dove i “nemici” si annidano ovunque e la loro presenza causa un vero e proprio inquinamento paragonabile a quello degli ambienti esterni, con ricadute pericolose sulla salute: mobili, tappezzerie, pareti e pavimenti, tessuti, prodotti per la pulizia degli ambienti, senza dimenticare le esalazioni provenienti dal funzionamento di stampanti e fotocopiatrici.

Oltre a un uso sostenibile delle apparecchiature tecnologiche (che consente di tagliare in primo luogo i consumi di carta ed energia), la strategia da adottare è una sola: prevenire, effettuando le scelte e gli acquisti giusti al momento dell’allestimento dello spazio di lavoro, per sé e i propri collaboratori.

Nel dubbio, esistono molte App gratuite con le quali si può monitorare la qualità dell’aria indoor, IAQ (Indoor Air Quality) per gli addetti ai lavori.

Perché è importante difendersi dagli inquinanti interni?

Perché in Europa la popolazione trascorre al chiuso il 90% del suo tempo e l’aria interna contiene più di 900 sostanze chimiche potenzialmente dannose. Se consideriamo che ogni persona inala ogni giorno dai 10mila ai 20mila litri d’aria si comprende bene quale peso abbia il problema dell’inquinamento sulla salute.

Tra l’altro, in Italia non c’è una normativa a livello nazionale per il controllo della qualità dell’aria indoor negli edifici generici.

Come possiamo difenderci: soluzioni all’inquinamento indoor

Il gesto abituale di aprire le finestre non serve più.

Troppo inquinata l’aria esterna, lo stesso quella interna.

Se si abita in una zona con alte concentrazioni di inquinamento, per esempio in una casa che si affaccia su una strada trafficata, si deve cercare di tenere le finestre chiuse durante il giorno e ricambiare l’aria la mattina presto, quando i livelli di smog sono più bassi.

La scelta di acquistare prodotti tecnologici che catturino i contaminanti, come i purificatori d’aria per la casa, aiuta ma non risolve.

La soluzione più efficace è la Ventilazione Meccanica Controllata (VMC), l’unica in grado di offrire risultati certificati da Enti terzi di rilevanza internazionale.

La ventilazione meccanica controllata è amica dell’aria domestica

E’ la cronicità dell’esposizione che mette a rischio la nostra salute perché ogni tossina assorbita/ingerita va ad aggiungersi a tutte le altre.

Fortunatamente esistono impianti per il trattamento dell’aria domestica in grado di sbarazzare la vostra abitazione da tutti gli allergeni provenienti dai prodotti per la pulizia e dalle sostanze tossiche volatili presenti nell’aria che respiriamo ogni giorno.

Sono piccoli, compatti e si possono installare anche nelle case già abitate, senza alcuna opera muraria.

Ormai sappiamo che aprire le finestre non serve a ricambiare l’aria interna perché non si fa che scambiare aria inquinata esterna con aria interna ancor più inquinata.

Aircare è in pole position perché è l’innovazione che riduce l’inquinamento

i prodotti vmc per ridurre l'inquinamento indoor

Gli impianti di Ventilazione Meccanica Controllata Single Room Aircare:

  • Consumano poco perché sono perfettamente equilibrati: all’82% di efficienza termica garantiscono il 100% del ricambio d’aria interna. In sole 2 ore.
  • Dispongono di un potentissimo treno filtrante che intrappola il 99,9 % degli inquinanti in entrata (polveri sottili, pollini ecc.), così si può respirare aria pulita senza aprire le finestre.
  • Consentono di ventilare casa per singoli locali.
  • Non richiedono opere murarie, né canalizzazioni.
  • Godono dei massimi benefici fiscali consentiti: fino al 65% se riqualifichi energeticamente l’edificio.

Scopri la soluzione VMC di Thesan per ridurre l’inquinamento indoor.



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