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Allarme ozono? Te lo dice la margherita e la pianta di patata

23 Gennaio 2015 - Inquinanti e salute

Allarme ozono? Te lo dice la margherita e la pianta di patata

Non serviranno più le centraline appollaiate sui tetti per misurare la percentuale di ozono, uno dei principali inquinanti dello smog cittadino. Sarà sufficiente ricavare un giardino e controllare il colore delle piante. Al National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder in California la tecnologia ha ceduto il passo al pollice verde.

I ricercatori americani hanno realizzato una zona verde sperimentale dove le piante da elemento floreale si trasformano in indicatori biologici dell’ozono. Quando in atmosfera sale la concentrazione di questo gas alcune piante tendono ad assorbirlo e cambiare colore indossando le vesti di sentinella dell’inquinamento urbano.

Un comportamento, quello delle piante, che deriva da un preciso processo naturale: lo smog colpisce le cellule di clorofilla presenti nelle foglie che così iniziano a morire e passano dal classico colore verde a cromature più intense.

Per The Ozone Garden, così come è stato ribattezzato il progetto, sono state selezionate quattro specie di piante, quelle che gli scienziati considerano avere il maggior grado di assorbimento dell’ozono: Asclepias L, una pianta perenne del Nord America., Phaseolus vulgaris, una varietà di fagiolo, la Solanum tuberosum L., la patata, e il Rudbeckia laciniata, simile a una margherita.

Ozono: effetti sulla salute

L’ozono è responsabile del cosiddetto smog fotochimico, una combinazione di questo gas e altri composti organici volatili come le polveri sottili che può avere effetti anche gravi sull’apparato respiratorio.

L’inquinamento fotochimico in atmosfera non è visibile solo sulle piante ma si traduce spesso in una leggera foschia.



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