In India lo smog impenna entro il 2030In India, nell’arco di 12 mesi, si contano quasi 6 miliardi di giorni di malattia, circa 15 milioni di anni, a causa dello smog. E per i prossimi anni le previsioni non sono affatto migliori: in base a uno studio sull’inquinamento atmosferico in India condotto dal TERI (The Energy and Resorces Institute), l’Università della California e l’Air Resources Board di San Diego, entro il 2030 le concentrazioni di polveri sottili nell’aria saranno triplicate mentre aumenterà di cinque volte la presenza degli ossidi di azoto prodotti dalla combustione.

La crescita esponenziale del traffico, secondo lo studio, è il responsabile numero uno dell’inquinamento atmosferico come confermerebbero le cifre sulle immatricolazioni dei veicoli negli ultimi 20 anni. Nel 1991 in India circolavano 20 milioni di automobili, poi salite a 140 milioni nel 2011 e nel 2030 si prevede che il parco delle quattro ruote per strada supererà i 400 milioni di vetture.

Uno scenario inquietante se si pensa che solo il 20% delle città indiane rispettano i limiti sullo smog imposti dal governo. La ricerca, inoltre, propone una scaletta di 12 interventi, in parte ispiratI al modello californiano, per tenere sotto controllo polveri sottili e altri killer dell’aria: dal monitoraggio dell’aria negli edifici dove lo smog entra da porte e finestre alle agevolazioni fiscali per l’acquisto di auto ecologiche e il potenziamento dei trasporti pubblici. Secondo i calcoli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inquinamento atmosferico in India è responsabile di 627.000 morti all’anno.