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Sigarette: lo smog entra in casa

5 Dicembre 2014 - Inquinanti e salute

Sigarette: lo smog entra in casa

Non solo le grandi città soffrono di inquinamento atmosferico: anche le abitazioni possono avere alte concentrazioni di smog, soprattutto in presenza di un fumatore. Sembra che l’effetto del fumo delle sigarette in casa, in termini di produzione di particelle pericolose, sia paragonabile a quello provocato dal traffico automobilistico in un grande metropoli inquinata.

Lo ha detto un articolo recente sulla rivista internazionale Tobacco Control dove è stata pubblicata una ricerca che ha analizzato la qualità dell’aria interna in 100 case di fumatori e in 20 case di non-fumatori in Scozia.

Secondo i dati dell’indagine sul campo nelle abitazioni dei fumatori si sono registrati livelli di polveri sottili, le stesse che formano la cappa di smog nelle città, sono circa dieci volte superiori alle concentrazioni presenti nelle case di chi non ha il vizio. Un limite massimo che è già considerato tre volte più alto rispetto alla soglia di sicurezza stabilita dalle organizzazioni sanitarie per le polveri sottili.

L’esposizione a questo smog casalingo dovuto al fumo si può calcolare anche in termini di particelle inalate nell’arco di circa 80 anni: 0,76 grammi nella casa di un non fumatore, 5,82 grammi dove vive una persona assuefatta alle sigarette. Proibire il fumo in casa significa respirare il 70% in meno di polveri sottili: una percentuale che sfiora quasi il 100% per chi trascorre più tempo in casa come, per esempio, bambini e anziani.



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