clima-inquinamento-indoorUmidità, vapori condensati, temperatura fuori controllo: sono queste solo alcune delle condizioni che determinano il tipo di “clima” che troviamo in casa e l’ambiente in cui viviamo. In base a una ricerca pubblicata una settimana fa su “Parametri microclimatici e inquinamento indoor” del Gruppo di Studio Nazionale sull’inquinamento indoor coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, questi fattori possono influenzare lo sviluppo di inquinanti chimici e biologici negli ambienti “al chiuso”. Abbiamo già parlato di quanto un’eccessiva umidità in casa alimenti le muffe, una delle principali fonti batteriche dell’inquinamento indoor. Ora però, il rapporto traccia una radiografia dell’umidità e delle sue possibili cause.

Inquinamento indoor, conta anche il numero di persone per stanza

Nello studio, le origini dell’aumento dell’umidità in casa sono classificate in due tipologie: esterna, come le infiltrazioni d’acqua provocate dalla pioggia, o interna, dovuta per esempio ai materiali da costruzione nei quali evapora quella quantità di acqua residua accumulata nelle strutture e nei materiali durante i lavori di costruzione, ristrutturazione o manutenzione. Un dato importante sull’umidità riguarda anche il tasso di occupazione degli ambienti: secondo lo studio, l’evaporazione del sudore e il vapore d’acqua emesso con la respirazione incrementa l’umidità relativa anche di 10 punti percentuali, in caso di notevoli densità di persone e con rispettivi sforzi fisici elevati, come ad esempio nelle palestre.

Inquinamento indoor, l’età dell’aria

Come abbiamo già scritto su questo blog, l’antidoto più efficace contro l’umidità dell’aria e l’inquinamento indoor è la ventilazione meccanica controllata, l’unica in grado di garantire un efficace ricambio dell’aria dell’ambiente. Tra i parametri che la ricerca dell’Istituto superiore di sanità indica per un buon impianto di ventilazione meccanica, oltre alla portata, ci sono anche il tipo e il posizionamento delle bocche di mandata e di estrazione, la temperatura dell’aria immessa, gli elementi meccanici che possono favorire il rimescolamento dell’aria, il peso specifico degli inquinanti da eliminare e i gradienti di pressione tra gli ambienti circostanti. Ma lo studio evidenzia anche un altro parametro determinante per una buona ventilazione anti-inquinamento indoor: l’età dell’aria, un indicatore sul tempo di permanenza dell’’aria stessa nell’ambiente mediante il confronto di concentrazioni di inquinanti indoor. Si può calcolare, in altre parole, quanto tempo la stessa aria può rimanere in casa senza creare danni.

Inquinamento indoor in Italia, un Paese senza legge

L’Istituto superiore di sanità ha istituito il Gruppo di Studio Nazionale sull’Inquinamento Indoor un po’ per colmare la lacuna normativa sull’inquinamento indoor. Oggi in Italia non esiste ancora una specifica regolamentazione sull’inquinamento indoor ma si fa riferimento a linee guida o valori di dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, alle normative di altri Paesi europei, alla letteratura scientifica o ad altri standard.